Grazie ad alcuni recenti progetti futuristici e nuove linee dell'alta velocità, l'architettura ferroviaria italiana ha iniziato a cambiare radicalmente il volto dei suoi principali nodi di partenza ed arrivo. Godendo inoltre alcune stazioni di una posizione davvero privilegiata - esattamente nel cuore delle città - basta davvero lasciare alle spalle i binari per ritrovarsi improvvisamente circondati di arte e storia. E non è soprattutto per questo motivo, che scegliamo di viaggiare in treno? Ecco perciò una breve guida alle dieci stazioni ferroviarie più belle o interessanti d’Italia.

Napoli Afragola

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Soprannominata “La Porta del Sud”, la stazione dell’alta velocità Napoli Afragola – inaugurata a giugno 2017 – è considerata da molti la stazione più bella d’Italia. La stazione è stata progettata dall’archistar anglo-irachena Zaha Hadid e si contraddistingue per la sua linea architettonica sinuosa e per la sua struttura a ponte sopra i binari. Al momento vi transitano e fermano solo i treni dell’alta velocità - le Frecce di Trenitalia e Italo di NTV - diretti a Napoli Centrale e Salerno ma entro il 2022 vi sosteranno anche i treni dell’alta velocità verso Bari e i treni regionali e intercity delle linee Salerno-Torino e Roma-Cassino-Napoli. Una curiosità: gli scavi per la costruzione della stazione sono iniziati nel 2003 e subito bloccati per più di un anno a causa del ritrovamento di un antico villaggio miceneo del 1500 a.C.

Milano Centrale

Milano Centrale è la seconda stazione ferroviaria italiana per volume di passeggeri – dopo quella di Roma Termini – ed è ritenuta da molti bella e interessante, soprattutto dal punto di vista architettonico. Il suo progetto ebbe una gestazione di decenni e fu infine inaugurato, come molte altre stazioni, in epoca fascista; un esempio di contaminazioni fra lo stile liberty, l’art deco e il razionalismo. Dopo un’importante opera di riammodernamento nei primi anni 2000, oggi è anche una grande galleria, presentando numerosi brand in vetrina. Situata a una breve passeggiata da Corso Buenos Aires, una delle principali arterie commerciali della città, è il perfetto punto d'inizio per una visita alla capitale italiana della moda e del design. Curiosità: al binario 21, la stazione ospita ancora l’antica sala d’attesa che la famiglia reale dei Savoia utilizzava quando si serviva dei treni.

Genova Brignole

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Genova Brignole è la seconda stazione della città in ordine di grandezza, dopo Genova Piazza Principe; è un interessante edificio realizzato secondo lo stile della ‘rinascenza architettonica’, scuola francese del primissimo Novecento. Situata a poca distanza dal centro città, a due passi da Via XX settembre, collega Genova con il resto d’Italia oltre che della Liguria. In origine, la stazione non era altro che un fabbricato di legno; fu a seguito ristrutturata in occasione dell’Esposizione mondiale del 1905. È interessante sapere che il progetto fu presentato nel 1902 e che per realizzare l’imponente edificio furono necessari soltanto tre anni – un tempo davvero ridotto considerando l'importanza dell'opera.

Firenze Santa Maria Novella

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L’edificio della stazione di Firenze Santa Maria Novella divide gli animi: molti sono i detrattori, altrettanti sono coloro che la ritengono un capolavoro dello stile razionalista italiano. Fu costruita a seguito di un bando pubblico, durante gli anni ’30, in epoca fascista; e nonostante i principi degli architetti razionalisti mal si sposassero con il monumentalismo del regime, si narra che Mussolini in persona espresse grande apprezzamento per il risultato ottenuto. Situata a pochi passi dalla Basilica Santa Maria Novella, manifesto dell’arte rinascimentale che dà il nome alla stazione stessa, Firenze Santa Maria Novella dà il benvenuto a tutti i visitatori della città toscana, vero museo a cielo aperto.

Roma Tiburtina

Anche in questo caso estimatori e detrattori si dividono in egual misura; certo è che la nuova stazione di Roma Tiburtina rappresenta, per la città di Roma, una rara incursione nell’architettura contemporanea – insieme alla Nuvola di Fuksas e all’Ara Pacis. L’opera, inaugurata nel 2011 e intitolata al Conte di Cavour – che forse si chiederebbe il perché, visto lo stile non esattamente sabaudo dell’edificio – ha richiesto quattro anni di lavori. Oltre a servire la ferrovia, serve anche da ponte di collegamento – interamente vetrato – fra i quartieri Nomentano e Pietralata, storicamente isolati l’uno dall’altro proprio a causa della linea ferroviaria. Il pieno potenziale della stazione è ancora in fase di dispiegamento, con molti esercizi commerciali che hanno appena aperto o devono ancora inaugurare, insieme a una serie di servizi collaterali tuttora in fase di collaudo.

Palermo Centrale

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Molto amata dagli abitanti della città, la stazione di Palermo Centrale serve tutte le linee siciliane principali ed è collacata subito a ridosso del centro, a pochi passi sia dal mare sia dal Palazzo dei Normanni. Fu realizzata nel 1886 secondo i principi neorinascimentali e ha conservato a grandi linee l’aspetto esterno originario, con l’eccezione dell’elegante tettoia di ferro e vetro che, durante la II Guerra mondiale, fu demolita per estrarne i metalli necessari all’impresa bellica. Oltre che della storia del conflitto mondiale, la stazione di Palermo è una pietra miliare del dopoguerra italiano: da qui – come documentano numerosi libri di storia ferroviaria siciliana – partivano i lunghi convogli che per decenni hanno trasportato decine di migliaia di uomini e donne, costretti a lasciare la propria isola per sfuggire alla fame e cercare una vita migliore al nord.

Bologna Centrale

La stazione di Bologna Centrale è la quinta d’Italia, crocevia importante e trait d’union fra il Nord e il Centro Italia. La sua architettura non si discosta troppo da quella di numerose sorelle italiane, se non per quell’orologio fermo, dal 2 agosto 1980, sempre sulla stessa ora: le 10.25. Fu il momento esatto in cui scoppiò la bomba che causò una strage di viaggiatori e passanti, fra le persone che si trovavano a Piazza Medaglie d’Oro per partire o per salutare i propri cari. L’orologio non è solo un monumento al lutto, tuttavia; lo è innanzitutto alla memoria e alla solidarietà, quella che profusero senza risparmio le tantissime persone che tirarono fuori i feriti dalle macerie dell’esplosione. Ancora oggi, all’ingresso della sala d’attesa della stazione una grande lapide di marmo ricorda i nomi delle vittime di quel giorno, ogni anno commemorate da una manifestazione speciale.

Reggio Emilia AV Mediopadana

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Insieme a Roma Tiburtina, è l’opera architettonica ferroviaria più ambiziosa dell’Italia del nuovo millennio. La stazione dell’Alta Velocità di Reggio Emilia – inaugurata nel 2013 – è parte di un complesso progettato dal famoso architetto spagnolo Santiago Calatrava, chiamato Le Vele anche se la forma originaria è stata sostituita da una struttura futuristica a onda. Oltre alla stazione, il complesso è costituito da un sistema di ponti sopra l’autostrada A1 e da un nuovo casello autostradale. Un progetto avveniristico nel mezzo della pianura padana, che ha contribuito a rendere Reggio Emilia un punto di sosta importante nel tragitto fra Bologna e Milano invece che, com’era fino a poco tempo fa, una semplice stazione di passaggio.

Torino Porta Nuova

Torino Porta Nuova ha una storia che viaggia in parallelo con quella dell’Unità d’Italia; a cominciare dalla data di nascita – avvenuta nello stesso anno, il 1861 – e dall’idea di potenza e prestigio che l’ingresso all'allora Capitale d’Italia doveva comunicare. Oggi Torino Porta Nuova è la principale stazione di Torino e la terza d’Italia, dopo Roma Termini e Milano Centrale. La bellissima facciata ottocentesca è in fase di restauro, e da agosto dell’anno scorso si sta progressivamente disvelando al pubblico in tutto il suo rinnovato splendore. Anche Torino Porta Nuova, come Milano Centrale, nasconde al suo interno una sala d’attesa affrescata in stile ottocentesco: la Sala Gonin, che era riservata all’antica famiglia reale dei Savoia. Questa apre al pubblico solo in alcuni giorni speciali – come le giornate FAI (Fondo Ambiente Italiano) di primavera.

Roma Termini

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Pochi sanno che la stazione più grande d’Italia, Roma Termini, non si chiama così perché qui terminano tutte le strade bensì per la vicinanza, a due passi, delle grandi e famose Terme di Diocleziano. È da lì che trae origine il nome di questo porto metropolitano che accoglie chi approda a Roma dai paesi limitrofi per lavoro, i tanti turisti e chi decide di regalarsi una semplice passeggiata in centro per ammirare le meraviglie della sua città. Roma Termini è la porta principale della Capitale d’Italia, e se architettonicamente parlando non offre particolari ragioni per camminare a testa in su, i servizi commerciali e di ristorazione della galleria sono un ottimo motivo per recarsi a fare shopping da queste parti. Un motivo ancora migliore è la vicinanza ad alcune fra le tante attrazioni romane: basta attraversare la strada per trovarsi a visitare le già citate Terme di Diocleziano o il Museo Nazionale, con alcuni fra i più bei reperti di arte antica al mondo. Da Roma Termini, tutte le strade portano poi a scoprire la bellezza della Città Eterna.

Si viaggia sempre per andare in cerca di bellezza; spostandosi in treno la si scorge da subito, all’arrivo, perché alcune stazioni ferroviarie rimangono tra i punti più iconici e suggestivi di ogni città.

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