Per risvegliare il nostro istinto all’avventura, sopito dalla routine e dalle abitudini quotidiane, non c’è attività migliore che trascorrere un giorno in un luogo dove si celebra lo splendore della natura incontaminata. Il Parco Nazionale Gran Paradiso, tra montagne, vallate, prati, boschi e ghiacciai, offre un’armoniosa varietà di flora e fauna che sono la cornice perfetta per fare lunghe passeggiate, conquistare panorami magnifici e riscoprire il valore della lentezza, per ammirare davvero la bellezza che ci circonda. A seconda di quale versante si scelga per iniziare a esplorare il Parco, a cavallo tra la Valle d’Aosta e il Piemonte, sono diverse le stazioni ferroviarie in cui fermarsi. Per il percorso che vi suggeriamo, nella Valle Orco, scendete a Rivarolo, a 40 minuti di treno da Torino, e da lì prendete l’autobus per Noasca; in meno di 20 minuti sarete alle porte del Parco, le cui cinque valli sono visitabili in qualsiasi orario.

09:30 Da Noasca alla Casa Reale di Caccia del Gran Piano

Il Parco Nazionale Gran Paradiso era in origine una riserva di caccia voluta da re Vittorio Emanuele II, il quale vi fece costruire una rete di mulattiere che ancora oggi costituiscono parte degli itinerari percorribili dai visitatori. Partendo da Noasca, seguite la strada per Ceresole, salendo un paio di tornanti, fino a incontrare, sulla destra, l’inizio della strada reale. Camminando su un fondo pietroso, vi immergerete in un lariceto dove alberi fitti e longilinei spezzano la luce, che penetra a lame tra la vegetazione. Una volta fuori dal bosco, sarete vicini alla borgata della Sassa, e qui la mulattiera si divide: prendete il ramo di sinistra per entrare nel Vallone di Ciamosseretto. Una lunga serie di tornanti, che disegnano un serpente roccioso sul fondo della valle, conduce al Gran Piano, a quota 2222 mt. Qui, avrete di fronte a voi una delle montagne più iconiche del parco, il Ciarforon, che si mostra in tutta la sua grandiosità, e potrete sedere ai tavoli all’esterno della Casa Reale di Caccia per rifocillarvi con un pranzo al sacco. Da questo punto la vista sulla valle sottostante e le vette intorno al piano è spettacolare: prendetevi tutto il tempo necessario per farne tesoro.

13:00 Dal Gran Piano a Colle Sià

Dopo una pausa alla Casa Reale, si scende ad attraversare il Rio Ciamoseretto per poi salire brevemente di nuovo ed entrare nel Vallone del Roc, punto favorevole all’avvistamento di stambecchi e camosci; qui potreste dunque avere la fortuna di vedere gli animali simbolo del Parco mentre si muovono agili ed eleganti tra le rocce. In questo vallone si trovano anche delle borgate storiche, una manciata di casette solitarie e pittoresche che scorgerete da lontano – più tardi avrete modo di visitarle lungo il tragitto di ritorno – e che vi daranno la sensazione di attraversare un luogo sospeso nel tempo. Arrivati al piano dell’Alpe Foges, lasciate a destra il bivio per il Bivacco Giraudo e proseguite a sinistra nella zona chiamata ‘Loserai’, costeggiando il lato est della Cima di Courmaon. Il sentiero porta al Colle Sià, a 2227 mt. di altezza. Il colpo d’occhio merita una sosta: riposate le gambe, respirate a pieni polmoni e ammirate la vista fantastica sul gruppo del Ciarforon, della Becca di Monciair, della Tresenta e del vicino Courmaron. Le vette illuminate dalla luce abbagliante del sole o ricoperte da un manto di neve, così come il paesaggio incastonato a valle tra le montagne, premieranno la vostra tenacia nel raggiungere il colle, dandovi la spinta per proseguire verso nuovi panorami.

15:30 Dal Colle Sià si torna all’inizio della mulattiera reale

L’itinerario segue un andamento circolare e, dopo aver valicato il Colle Sià, scenderete percorrendo tornanti ampi che si snodano sui prati fino al piano dell’Alpe Prà del Cres. Rivolgendo lo sguardo al cielo potrete ammirare rapaci come aquile, gipeti e poiane; il volo fiero di queste creature dell’aria fa parte del fascino selvaggio del Parco, dove gli uomini sono ospiti del regno animale. Quando incontrerete il Sentiero GTA proveniente da Ceresole imboccatelo a sinistra per girare intorno alla cima della Merola. Vi dirigerete così di nuovo verso il Vallone del Roc, ma questa volta scenderete sul lato destro per arrivare a fondovalle, nei pressi di Borgo Vecchio. Da lì abbandonate la discesa lungo il GTA e, dopo aver attraversato un torrente, seguite il Sentiero Natura. Vale la pena, a questo punto, dedicare un po’ di tempo alla borgata storica di Maison, dove una scuola elementare attiva fino al 1962 è oggi un museo che preserva un pezzo di passato di grande interesse culturale e storico. Da Varda la strada scende verso Balmarossa, da cui l’inizio della mulattiera reale, vostro punto di partenza, è a breve distanza.

Esplorare il Parco Nazionale Gran Paradiso è un’avventura ad alta quota che libera la mente, ritempra il fisico e ci fa abbracciare la natura con una consapevolezza nuova delle sue meraviglie. A dare avvio al vostro itinerario a un passo dalle nuvole ci pensa un treno; zaino in spalla e biglietto alla mano siete già pronti a partire, ci scommettiamo.

Crea la tua prossima avventura: