Palermo, metropoli mediterranea e mosaico di culture millenarie; non è un caso se nel 2018 la palma di Capitale Italiana della Cultura andrà proprio a questa città che ha sfornato il progetto più concreto e sostenibile. Ecco un assaggio dei suoi luoghi simbolo della sua rinascita culturale.

Ore 10: la continuità tra passato e presente, dalla Kalsa al Teatro Massimo

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Chi arriva in treno a Palermo sa che potrà visitare a piedi, nell’arco di una giornata, tutti i quartieri più caratteristici della città. La stazione di Palermo Centrale è situata, infatti, in Piazza Giulio Cesare, in pieno centro storico, a breve distanza dal Borgo Vecchio e dagli altri punti d’interesse culturale più importanti. Bando dunque alle macchine che poco c’entrano con un progetto culturale focalizzato sulla sostenibilità e la praticità degli spostamenti; d’altronde, ecologia e cultura vanno spesso a braccetto.

Il percorso inizia dalla Kalsa, uno dei quartieri storici che convergono sui Quattro Canti, una piazza di forma ottagonale, punto d’intersezione tra i due maggiori assi viari di Palermo. Cittadella fortificata ai tempi della dominazione islamica, la Kalsa ospita la monumentale chiesa barocca di Santa Teresa alla Kalsa, Santa Maria dello Spasimo, singolare esempio di chiesa gotica fedele ai dettami nordeuropei, e Palazzo Chiaramonte, un austero edificio gotico risalente all’epoca aragonese. Se avete bimbi al seguito vale la pena visitare il Museo delle Marionette che, oltre ai proverbiali pupi siciliani, conserva una vasta collezione di marionette, pannelli e scenari provenienti da tutto il mondo.

Lasciata la Kalsa, in un quarto d’ora si raggiunge il Museo di Palazzo Branciforte, destinato a ospitare alcuni degli eventi chiave di Palermo 2018. Lo spazio museale è inserito in un palazzo di origine cinquecentesca, ristrutturato e, nel contempo, rimodellato secondo canoni contemporanei grazie agli interventi di restauro di Gae Aulenti. Trattasi di uno spazio che coniuga collezioni di archeologia e numismatica, rassegne di arte moderna e contemporanea ed eventi culinari. A meno di dieci minuti di distanza sorge il Teatro Massimo, terzo teatro lirico d’Europa per grandezza; la Sala Grande, a forma di ferro di cavallo e rinomata per l’eccellente qualità acustica, ospita più di milletrecento spettatori.

Ore 13: fucine d’avanguardia, i Cantieri culturali della Zisa, con una pausa ristoratrice tra Palazzo della Zisa e i suoi giardini

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È ora di puntare su una meta meno centrale, ma altrettanto suggestiva, della metropoli palermitana. I Cantieri Culturali della Zisa, appena fuori dal centro storico, nascono da un ex complesso industriale felicemente riconvertito in spazio museale. Gli ambienti conservano ancora reminiscenze liberty negli arredi di legno e metallo del primo Novecento. Oltre a ospitare innumerevoli eventi nel campo dello spettacolo e delle arti visive, i capannoni dei Cantieri sono sede di alcune importanti istituzioni culturali come il Goethe-Institut, l’Institut Français de Palerme e il Cinema De Seta. Così come Palazzo Branciforte e il Teatro Massimo, i cantieri sono destinati a ricoprire un ruolo di rilievo nel corso del 2018.

A questo punto, conviene fare un salto anche al Palazzo della Zisa, bene Unesco raggiungibile in un quarto d’ora a piedi tramite Via della Zisa. È sempre piacevole rituffarsi nella complessa storia palermitana dopo un assaggio di contemporaneità; struttura massiccia e di rigorosa simmetria, il palazzo rappresenta una sintesi riuscita tra architettura normanna e decorazioni arabe. L’edificio, risalente al XII secolo, domina il Giardino della Zisa, un ampio spazio verde rettangolare attraversato da un sistema di vasche collegate a un canale centrale. I percorsi pedonali affacciati su aiuole coltivate con macchia mediterranea fanno del giardino il luogo ideale per una pausa pomeridiana. Una volta lasciata l’area della Zisa, non resta che volgere nuovamente verso il centro storico.

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Ore 17: il melting pot di stili ed eventi, da Palazzo dei Normanni a Palazzo Sant’Elia

Rimanendo nel solco della tradizione architettonica normanna, sarebbe un peccato tralasciare il Palazzo Reale, meglio noto come Palazzo dei Normanni. A dir la verità, il palazzo che oggi ospita l’Assemblea regionale siciliana svela al suo interno una successione plurisecolare di fasi architettoniche distinte. Dai resti sotterranei delle fortificazioni fenicio-puniche, si passa al castrum romano e, successivamente, in epoca islamica, a un edificio con funzione di residenza reale. L’epoca normanna vede l’ampliamento dell’edificio con l’aggiunta di nuovi ambienti e strutture, tra cui la celebre Cappella Palatina. Si tratta di una basilica a tre navate d’impianto bizantino, soggetta a vari restauri nel corso delle epoche successive. Il complesso del Palazzo Reale ospita regolarmente conferenze ed eventi culturali, potendo contare sulla quantità e sulle dimensioni delle sue sale interne. Insomma, il melting pot architettonico va di pari passo con la varietà di contenuti delle rassegne che spaziano dalla scienza all’antiquariato, dal teatro alla fotografia.

Prima di avviarvi nuovamente verso la stazione, vale la pena entrare nella Cattedrale di Palermo, distante meno di dieci minuti a piedi dal Palazzo dei Normanni. Sintesi di un millennio di storia siciliana, l’edificio si presenta come un’isola sormontata da una cupola e delimitata da quattro campanili angolari. Dalla cattedrale prendete Via Vittorio Emanuele e imboccate Via Maqueda, presto vi troverete di fronte a Palazzo Sant’Elia, ultima meta di questo itinerario circolare che vi ricondurrà in stazione. Anche questo edificio – sede dell’omonima fondazione – figura nell’elenco dei luoghi protagonisti di Palermo Capitale della Cultura 2018. Quest’ultima attrazione testimonia un periodo più recente della storia palermitana; l’edificio risale infatti al XVIII secolo con la funzione di dimora aristocratica di ispirazione neoclassica. Il restauro degli anni 2000 ha valorizzato i saloni affrescati, i cortili e le scuderie facendone uno spazio museale di grande prestigio. Oggi il Museo di Palazzo Sant’Elia ospita mostre temporanee di arte e presentazioni di libri che, coerentemente con la storia multiculturale di Palermo, cercano di costruire dei ponti tra la cultura italiana ed europea e gli altri continenti.

Naturalmente, un giorno solo non basta per scoprire una città così densa di storia come Palermo. Conoscere i luoghi catalizzatori di arte e cultura nel 2018 è, tuttavia, l’occasione per capire altri aspetti da approfondire nel corso di una visita successiva. In ogni caso, arrivare in treno è la scelta più azzeccata, al riparo da inutili stress di parcheggio e perdite di tempo.

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