La Sardegna è una metà turistica che non ha bisogno di presentazioni o biglietti da visita; immagini delle sue spiagge e dell’acqua cristallina dei suoi mari fanno il giro del mondo ogni estate grazie a tv e social network. Tanta pubblicità ha incrementato l’appeal dell’isola, che negli anni è divenuta una vera e propria meta status symbol per i viaggiatori di tutto il mondo. Ma le spiagge rappresentano solo una piccola parte della ricchezza paesaggistica della Sardegna, che possiede un territorio dotato di un elevato tasso di biodiversità e di ecosistemi differenti, a brevi distanze gli uni dagli altri.

Esiste un modo affascinante e unico per conoscere la Sardegna più selvaggia e lontana dai circuiti turistici tradizionali. Si tratta di un’antica ferrovia a scartamento ridotto chiamata Trenino Verde. Con questo mezzo avrete la possibilità di scoprire gli angoli più nascosti e irraggiungibili dell’isola e lo potrete fare comodamente seduti ad ammirare il panorama dai finestrini della carrozza.

Due compartimenti, una sola storia

La ferrovia si snoda lungo una rete di 438 chilometri suddivisa in due compartimenti distinti che coprono le zone nord e sud dell’isola. Dal compartimento di Cagliari partono due linee, la Isili-Sorgono per 83 chilometri e, soprattutto, la celebre Mandas-Arbatax che con i suoi 159 chilometri rappresenta la linea turistica più lunga d’Europa. Nel compartimento di Sassari, sul versante opposto, viaggiano invece la Macomer-Bosa, a ovest, per 46 chilometri, e la Sassari-Tempio- Palau, a nordest, per 150. La ferrovia iniziò il suo servizio tra il 1894 e il 1895 e da allora esercitò sempre un grande fascino nei viaggiatori non residenti nell’isola. Celebre l’episodio dello scrittore britannico D.H. Lawrence che ebbe occasione di viaggiare sul Trenino Verde all’inizio del Novecento. Nel 1921 dedicò molte pagine del suo libro Mare e Sardegna al tratto Cagliari-Isili- Sorgono e alla stazione di Mandas.

La nascita di un turismo ispirato al Trenino Verde negli anni 80

Già dal Dopoguerra, l’attenzione verso la linea turistica crebbe progressivamente. I paesaggi che un viaggio lungo le sue rotaie offriva agli occhi di chi non conosceva l’isola attiravano un numero crescente di visitatori da tutta Europa, creando una sorta di segmento dedicato a questa esperienza: si veniva in Sardegna per viaggiare sul trenino (che ancora non si chiamava verde). La denominazione storica venne assunta nel 1984 quando le società che gestivano le diverse linee presero la decisione di organizzare in modo più strutturato il servizio, puntando direttamente al mercato turistico. Questa strategia determinò un vero salto di qualità per il Trenino Verde, tramite lo stanziamento di fondi per il recupero e restauro delle stazioni, e l’acquisto di carrozze d’epoca e locomotive a vapore.

La linea Mandas-Arbatax

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La linea principale del comparto di Cagliari è senza dubbio la regina indiscussa dell’intera rete. Degli oltre sessantamila passeggeri trasportati in media ogni anno, ben quarantamila scelgono la Mandas-Arbatax. Il primo viaggio sulle sue rotaie partì dalla stazione di Mandas nel primo aprile del 1983 in direzione Nurri. Nello stesso anno veniva costruito il lato che dalla frazione di Arbatax e dalla città di Tortoli si dirigeva verso Gairo. L’intera linea divenne percorribile poco più di un anno dopo, il 20 aprile del 1894.

Per accedervi è sufficiente prendere un treno dalla stazione di Cagliari e scendere a Mandas; la linea verso Arbatax è in attività nel periodo estivo sei giorni su sette. Per il resto dell’anno è possibile effettuare il viaggio ma è necessario noleggiare l’intera automotrice. Questa modalità è pertanto consigliata a chi ha la possibilità di muoversi in gruppo. In alcune occasioni la traversata è organizzata utilizzando la locomotiva a vapore FDS 400, prodotta negli anni ’30 dalle Officine Reggiane, e le carrozze Bauchiero del 1913, circostanza che offre ai passeggeri un’esperienza ancora più emozionante. La durata del viaggio è di circa cinque ore. Il percorso si snoda attraverso le parti più remote della Sardegna, in un susseguirsi di tacchi calcarei alti centinaia di metri, gallerie in pietra risalenti a metà dell’Ottocento, foreste di lecci e sughera, mandrie di animali selvatici e uccelli rari. I punti d’interesse sono numerosi e spettacolari: tra i tanti, la traversata del Ponte Irtzioni, sospeso a diversi metri sul rio San Gerolamo; le case cantoniere di pietra immobili nel tempo di Anulù e Palarana; e i viadotti storici nell’area di Nurri. Importante anche l’area del parco nazionale del Gennargentu, popolata da mufloni e cinghiali selvatici, dove è possibile vedere esemplari di cervo sardo. Tutto questo spettacolo è proiettato sui finestroni delle carrozze del treno lungo l’intero percorso, con un’andatura pacata che permette di scattare fotografie eccezionali; di grande impatto, dopo un’ascesa di quasi mille metri, l’arrivo nella città di mare di Tortolì e la conclusione del viaggio nel capolinea del porto di Arbatax. La pittoresca caletta dei genovesi, che accoglie i viaggiatori appena scesi dal treno, racchiude in pochi metri quadri un esempio di architettura mediterranea di primo livello.

Un’esperienza irripetibile

Ci sono esperienze che si possono provare poche volte nella vita e in un solo posto; il Trenino Verde ve ne offre una. Se avete voglia di vivere la bellezza di quel lato di Sardegna che non appare sui mass media, partite per la stazione di Mandas, rilassatevi e preparatevi a passare ore in cui non riuscirete a staccare gli occhi dai finestrini!

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