Siracusa

Una storia millenaria, un patrimonio artistico che le è valso il riconoscimento di Patrimonio dell'umanità dell'Unesco, una natura mozzafiato: Siracusa è senza dubbio una delle città più belle del mondo. Una volta messo piede in Sicilia, i treni per Siracusa assicurano spostamenti agevoli: da Palermo occorrono circa 3 ore, mentre da Messina basta un’ora e mezza con il regionale veloce. La stazione centrale è il piunto di arrivo anche di tutti i treni per Siracusa provenienti dagli snodi ferroviari minori della regione, come Taormina, Noto e Avola. La visita della città garantisce un'esperienza indimenticabile: assolutamente imperdibili l’isola di Ortigia con il Duomo barocco e lo straordinario Parco Archeologico Neapolis.

Visitare Siracusa

La stazione di Siracusa è il punto di partenza ideale per scoprire la città a piedi. In una ventina di minuti si arriva al Parco Archeologico Neapolis, che si estende su una superficie di 240.000 metri quadrati: qui si ammirano testimonianze di età preistorica e sensazionali monumenti come l’Anfiteatro Romano, il Teatro Greco del V secolo e la grotta detta Orecchio di Dioniso. Dal parco occorre dirigersi verso sud per raggiungere, in mezz’ora, il tempio dorico più antico della Sicilia, quello dedicato ad Apollo, risalente al VI secolo avanti Cristo. Proseguendo per altri 5 minuti, addentrandosi nell’isola di Ortigia attraverso il Ponte Umbertino, si giunge al Duomo cittadino, che sorge su un antichissimo tempio dorico dedicato ad Atena e costituisce un fulgido esempio del barocco siciliano del VII secolo.


Siracusa, come il resto della Sicilia, offre un eccezionale repertorio di sapori squisitamente mediterranei. A partire dai rinomatissimi dolci, dalla pasta di mandorle ai cannoli fino alle cassate, meglio se assaportai insieme ad un calice di Moscato di Siracusa. Restando in tema di vini, il Nero d’Avola è ideale per accompagnare piatti tipici dal gusto rotondo come i purpetti di tonno da zà Cicca (polpette di pesce e pecorino fritte in olio d’oliva e insaporite da chiodi di garofalo), la classica pasta con le sarde oppure con sugo di pomodori Pachino e il pesce spada alla stimpirata (cotto in un tegame di coccio insieme a olio, cipolla, olive, capperi e sedano).