Taranto

La città dei due mari è una delle principali bellezze del Salento e della Puglia intera: scegliere uno dei frequenti treni per Taranto è il modo migliore e più economico per raggiungere questa bellissima perla salentina. La stazione cittadina, infatti, è un importante snodo ferroviario (non solo per i passeggeri, ma anche per le merci), collocato sull’asse Bari-Gioia del Colle e su quello Battipaglia-Potenza-Metaponto. I treni per Taranto collegano agevolmente la città ai principali centri del Meridione: in un’ora si è a Bari, in meno di due ore a Lecce e a Potenza. Tra le bellezze di Taranto sono imperdibili il Castello Aragonese, la Chiesa di San Cataldo e le necropoli greco-romane.

Visitare Taranto

Antico insediamento della Magna Grecia, la cui fondazione risale al 706 a.C., Taranto è detta 'la Spartana' in quanto unica colonia di Sparta sul territorio italico. Una volta giunti in stazione, basta attraversare Via Napoli e in soli 15 minuti si arriva di fronte allo splendido Duomo romanico dedicato a San Cataldo, costruito nel X secolo e poi ampliato secondo gli stilemi del rococò. Da qui, passeggiando tra le vie della Città Vecchia, si raggiunge facilmente il Castello Aragonese, maestosa rocca difensiva costruita nel Quattrocento per contrastare l'avanzata dei Saraceni. Muovendosi verso sud, seguendo il Lungomare Vittorio Emanuele II, si intercettano le necropoli greco-romane, un complesso di circa 140 importanti tombe del periodo Ellenistico e tardo Classico.


Taranto, affacciata sul Mar Grande e sul Mar Piccolo, offre la possibilità di indimenticabili escursioni in catamarano alla ricerca dei delfini dello Jonio. E dopo una gita in mare, niente di meglio di una degustazione di prodotti tipici. Alla base della cucina locale, semplice e saporita, c’è l’olio extravergine d’oliva delle colline del Salento. Le orecchiette alle cime di rapa o con le cozze sono un must, così come la pasta con i ricci di mare, il polpo grigliato e l’orata o il dentice alla tarantina (con olive nere). I vini pugliesi, che non hanno bisogno di presentazioni, sono ricavati dai quattro principali vitigni autoctoni, ovvero il Negramaro, il Primitivo, la Malvasia Nera e l'Aleatico.