Viterbo

Viterbo, capoluogo della Tuscia e città dei Papi, è un gioiello medievale dell’Alto Lazio, ideale da raggiungere in treno e da girare a piedi. I treni per Viterbo che partono da Firenze impiegano circa tre ore e mezza, mentre Perugia dista circa tre ore. Sono tre le stazioni ferroviarie cittadine: Porta Romana, Porta Fiorentina e Viale Trieste. I treni per Viterbo provenienti dalla capitale, che percorrono l’asse Roma-Capranica, approdano a Porta Romana in meno di dure ore. Viterbo offre al visitatore un centro storico medievale ben conservato e ricco d’arte. Da non perdere, il Palazzo degli Alessandri, il Palazzo Papale, il Duomo e la Rocca Albornoz.

Visitare Viterbo

Insediamento neolitico, poi etrusco e in seguito castro romano, e sede papale durante il Medioevo, Viterbo conserva orgogliosamente le tracce del suo antichissimo passato. Piazza San Pellegrino, il cuore del quartiere medievale, dista una decina di minuti da Porta Fiorentina e venti minuti da Porta Romana: nella piazza si ergono il bellissimo Palazzo degli Alessandri del XIII secolo e il Palazzo dei Papi del Ducento. Accanto sorge il Duomo viterbese, romanico ma dalla facciata cinquecentesca. Da qui occorre un quarto d'ora per trovarsi ai piedi della Rocca Albornoz, sede del Museo Etrusco, celebre soprattutto per la cosiddetta Sala della Biga e per la collezione di reperti provenienti dal Santuario di Demetra.


La Tuscia, territorio incontaminato e ricco di splendidi borghi, si trova a soli 50 km da Roma. Gli amanti delle escursioni trovano numerosi itinerari fra i boschi, mentre gli appassionati di arte hanno di che sbizzarrirsi tra palazzi rinascimentali, borghi medievali e siti archeologici etrusco-romani. Tutti, poi, si trovano d’accordo sulla straordinaria ricchezza enogastronomica dell’antica Etruria, terra di nocciole pregiate, pecorini di grotta dal profumo intenso e selvaggina dei boschi. I sapori medievali si sprigionano nelle minestre e nelle zuppe di legumi e castagne, ma anche nei crostini di lepre e nella famosa pignattaccia, tegame di terracotta al cui interno si lasciano macerare a fuoco basso i tagli meno nobili del vitello insieme a verdure e chiodi di garofano.